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Patrocinio a spese dello Stato e liquidazione del compenso

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Dopo Modena, anche il Tribunale di Bari opta per l’ammissibilità dell’istanza presentata dopo la conclusione del giudizio

Tribunale di Bari, sez. seconda civile, Ordinanza del 12.10.2017

Il Tribunale di Bari, con provvedimento del 12.10.2017, affronta la problematica, in tema di patrocinio a spese dello Stato, relativa alla necessità o meno per il difensore di presentare al giudice la richiesta di liquidazione del compenso prima della definizione del procedimento.

Il caso di specie prende le mosse dal ricorso proposto da un legale avverso un’ordinanza del Giudice di Pace di Bari, con la quale veniva dichiarata inammissibile, in quanto tardiva, l’istanza di liquidazione presentata dallo stesso dopo la conclusione del giudizio.

Richiamando un precedente decreto del Tribunale di Milano, il giudice di pace affermava che, ai sensi dell’art. 83, co. 3 bis, D.P.R. 115/2002, l’avvocato della parte ammessa al patrocinio erariale avrebbe dovuto presentare l’istanza di liquidazione necessariamente prima della conclusione del giudizio, pena l’inammissibilità della stessa.

Il Tribunale di Bari, sez. seconda civile, dott.ssa Anfossi, accoglie il ricorso, riformando la predetta decisione del giudice di pace ed affermando che l’art. 83, co. 3 bis, D.P.R. 115/2002, non stabilisce alcuna decadenza dal diritto alla liquidazione del compenso del difensore che presenti istanza dopo la chiusura del procedimento né prevede l’inammissibilità dell’istanza proposta dopo la sentenza.

Infatti, prosegue la dott.ssa Anfossi, l’inammissibilità dell’istanza comporterebbe la necessità, per il difensore, di instaurare un successivo ed autonomo giudizio ex art. 702 bis c.p.c. nei confronti dello Stato debitore; pertanto, un’interpretazione del genere non sarebbe conforme alla ratio della novella, tesa piuttosto ad accelerare le procedure di liquidazione.[1]

Inoltre, afferma il Tribunale, che il provvedimento di liquidazione riveste in ogni caso la forma del decreto, quale atto separato e distinto dal provvedimento definitorio della causa, e ciò a prescindere dal fatto che il giudizio sia stato già definito con sentenza.

Quindi, il Tribunale conclude ribandendo che gli effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato decorrono dal momento della presentazione dell’istanza.[2]

In definitiva, secondo il Tribunale di Bari, l’art. 83, co. 3 bis, D.P.R. 115/2002, va interpretato nel senso che può procedersi alla liquidazione del compenso in favore del legale della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, anche se abbia presentato l’istanza dopo la pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la richiesta, in quanto non è previsto nessun termine di decadenza.

Tribunale-di-Bari-ordinanza-12.10.2017.pdf


[1] Così come precedentemente accertato anche dal Tribunale di Mantova con ordinanza del 29.9.2016.

[2] L’orientamento è consolidato: vedi, per tutte, Cass. 24729/2011; Tribunale di Roma, XI sez., n. 18034/2015.

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