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Sul mantenimento dei figli: spese ordinarie e straordinarie

Inviato da il in Corti di merito
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L’art. 30 della Costituzione stabilisce che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”.

Per quanto concerne il dovere di assistenza morale e materiale (art. 143 cod. civ.), in caso di separazione o divorzio, ciascun genitore dovrà assumere parte dei compiti di cura dei figli, provvedendo ai loro bisogni anche di natura economica direttamente e/o con il versamento di un assegno a titolo di contribuzione al mantenimento.

Tale tipologia di mantenimento coprirà le “spese ordinarie”, mentre per le “spese straordinarie” è frequente la previsione di un contributo pro quota del 50% da parte di uno dei genitori.

Ma come distinguere l’ordinarietà dalla straordinarietà?

Il legislatore non ha codificato una definizione granitica né ha stabilito criteri generali per differenziarne le caratteristiche; tuttavia, è possibile sopperire a tale lacuna mediante l’ausilio della giurisprudenza prevalente e costante, sia di legittimità che di merito. In tal modo, a ben vedere, è possibile definire come “ordinarie” le spese atte a soddisfare i bisogni della quotidianità del figlio, e “straordinarie” quelle che esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, destinate quindi a fronteggiare le esigenze conseguenti ad eventi imprevedibili o eccezionali o non rientranti nelle consuete abitudini di vita del minore, relative a spese che non siano determinabili o quantificabili preventivamente e che siano di non lieve entità rispetto alla situazione patrimoniale ed economica dei genitori (sul punto, Cass. Civ. n. 18869/2014).

Tuttavia, tale definizione non appare sufficiente, in quanto tra i genitori emergono spesso difficoltà nel collocare le spese in una o nell’altra categoria. Per cercare di contenere i frequenti conflitti fra i coniugi, di seguito riportiamo alcuni esempi tratti da protocolli d’intesa redatti dai Tribunali di Roma, Lecce, Perugia e, più recentemente, anche dal Tribunale di Bari, destinati a fornire indirizzi più chiari nella qualificazione delle spese ordinarie e straordinarie in una materia oggetto di dibattito sia in dottrina che in giurisprudenza.

  • Per quanto concerne le spese mediche, in linea di massima, sono considerate le visite mediche di routine e l’acquisto di farmaci da banco; sono considerate straordinarie le cure dentistiche, termali, oculistiche (e lenti da vista), le visite specialistiche, i presidi ortopedici e la fisioterapia (Trib. Perugia, sent. 967/2011).
  • Per quanto concerne le spese imputate all’istruzione, in linea di massima, sono considerate (e, quindi, comprese nell’assegno di mantenimento) quelle scolastiche, fino all’università, compreso l’acquisto dei libri, materiale di cancelleria, l’abbigliamento per l’attività fisica a scuola; sono straordinarie le lezioni private e rette relative a scuole private, i viaggi di istruzione all’estero, corsi di specializzazione e master (Trib. Roma, sent. 147/2013).

Ma se per le spese mediche ed istruttivo-educative è facile intuire la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie, appare ben più complessa la definizione di quali siano le spese ludiche e se queste possano essere qualificate come “ordinarie”.

Tali spese, infatti, dipendono strettamente dalla situazione reddituale della famiglia e risentono dell’evoluzione dei tempi, la quale ben può incidere sulla loro effettiva tipizzazione di categoria.

È più semplice individuare tra le spese ludiche quelle straordinarie, consistenti, ad esempio in: eventi riguardanti i figli (compleanni, comunioni, cresime, etc.), viaggi e vacanze, corsi sportivi ed attività artistiche e ricreative, abbonamenti a riviste, patente di guida, computer, mezzi di trasporto, etc. Tuttavia, va segnalata la pronuncia del Tribunale di Ragusa, secondo cui il motorino rappresenta “… un atto doveroso per i genitori per garantire ai figli la possibilità di spostarsi in modo autonomo, la loro emancipazione e il loro arricchimento culturale. Inoltre, la conoscenza degli strumenti informatici è ormai basilare” (sent. 278/2011).

Ma esistono spese ludiche ordinarie?

Ancora una volta duole constatare che non vi siano risposte certe, anche se molti protocolli ricomprendono, tra le spese personali/ludiche “ordinarie” le spese di ricarica telefonica, prescuola e doposcuola, viaggi scolastici di un solo giorno, spese di trasporto (autobus, treno, carburante).

Ciò nonostante, non è sufficiente individuare la natura straordinaria delle spese per ottenere il rimborso del 50%, ma, sulla base del principio codicistico per cui le decisioni di “maggior interesse” per i figli devono essere assunte di comune accordo tra i genitori, è indispensabile la preventiva concertazione tra i coniugi, al fine di evitare i conflitti nascenti a seguito di richieste di rimborso per spese non accordate, ma decise unilateralmente (Cass. Civ. n. 2127/2016).

Di regola, quindi, fatta eccezione per le spese mediche indifferibili ed urgenti, che possono essere sostenute in assenza di comune accordo, per le altre spese straordinarie, inerenti questioni di maggiore interesse per la prole, il coniuge che ne chieda il rimborso dovrà fornire la prova di aver provveduto a consultare preventivamente l’altro.

Occorre infine precisare che per le spese straordinarie di minore interesse, la giurisprudenza è concorde nel non stabilire obblighi di concertazione (Cass. Civ. n. 4753/2017).

Articolo redatto dalla dott.ssa Simona Dinielli

Cassazione-Civile-n.4753-2016_20171128-170812_1.docx

Cassazione-Civile-n.4753-2016_20171128-170812_1.docx

cassazione-civile-n.18869-2014_20171128-170812_1.docx

Protocollo-di-intesa-del-Tribunale-di-Lecce.2.pdf

Protocollo-di-intesa-del-Tribunale-di-Perugia2.pdf

Protocollo-di-intesa-del-Tribunaledi-Roma2.pdf

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